Signor, se, mentre più desio lodarte
ne le mie tosche rime al secol nostro,
nulla maggior del vero a lui ti mostro,
è tuo valor, non già difetto d'arte:
perché tal veggio in te ciascuna parte
che più non puote ornarla il puro inchiostro,
e sei d'ogni eccellenza altero mostro,
da cui perdon metalli e marmi e carte.
Né d'altro magistero io più m'appago
che di formar il tuo real sembiante
e 'l tuo valor e 'l tuo saver profondo;
né più mirabil parve alcuna imago
o di colui che volse in sasso Atlante
o pur di quel che resse insieme il mondo.