Carlo, questi sei tu, ché del bel volto
io riconosco ben l'aria gentile
e l'or terso de' crini, a cui simile
altro non fu mai sparso o in treccie avvolto.
Lasso! sei tu, ma finto; e non ascolto
la dolce voce mansueta umile,
né mi dimostra insieme il dotto stile
la bella man, ch'a l'altre il pregio ha tolto,
sì ch'io la baci. Dunque il vero aspetto
fia ch'io sempre lontano ami e sospiri,
e le care accoglienze e i detti accorti?
Ben par che tu m'ascolti e par che spiri
un'aura dolce di pietoso affetto
dal freddo smalto ch'a sperar m'esorti!