Or ch'è sì tardo il tuo bel corso e porta
il tributo senz'ira e senza orgogli,
l'onor di Mincio e d'Arno in grembo accogli,
altero fiume, e chi gli è duce e scorta.
Né fu legata mai da fune attorta
nave sì bella in mar tra monti e scogli,
né se l'orrido gel distempri e sciogli
così nobil tesoro altrui riporta.
Né mai sì care gemme o sì lucenti,
o sì degni trofei sostenne in seno
che 'n su le rive d'Adria orni e sospenda;
né l'imagine tua nel ciel sereno
sovra tutte le nubi e tutti i venti
par che 'n sì vive luci a noi risplenda.