Famoso re de' fiumi, incontra il Gange
che l'altro sol ci rende o lui ci serba,
tu porti il mio, ch'accresce i fiori e l'erba
e fa d'argento ov'ei percuote e frange.
E benché terra e mar trascorra e cange
deh! non disdegni a la stagione acerba
l'Isoletta gentil, che, men superba,
l'amaro suo partir sospira e piange,
e par che dica: "Omai tra l'acque e i rami,
lassa! perché non fo contrario effetto
a lei che ferma ne l'Egeo divenne?
E se già Febo l'errar suo ritenne,
me questi mova da l'erboso letto
perché nel Po lui segua e 'ndietro il chiami".