Qui, dove l'alma in te s'affida ed osa
e sol di te pensando io mi consolo,
or drizza, Angelo mio, più ratto il volo
Angelo santo, a la prigion penosa;
e teco in parte solitaria, ombrosa,
lontan mi scorgi dal volgare stuolo
tra selve e fonti, ove pensoso e solo
la sottragga al dolor in cui non posa:
ché s'altri si vestì di bianche piume,
io, ne l'affanno ond'è la mente oppressa,
non volo quasi cigno o qual colomba;
ma tu dispiega sul corrente fiume
candide penne e grazia a me concessa,
per cui non tema la tartarea tromba.