Qual cristallo talor di macchie asperso
non riceve le forme e i vari aspetti,
così torbido ingegno i veri oggetti
non apprende s'al cielo è mai converso;
e 'l cor, nel sonno e 'n alto oblio sommerso,
fervido e vago pur d'altri diletti,
né par ch'indi s'illustri o i raggi aspetti
se no 'l mi rendi tu lucido e terso.
Tu questi errori e questi inganni ed ombre,
Angelo mio terren, disperdi e caccia
per cui tanto vaneggio e parte agogno;
né da l'inferno a me volando ingombre
la stanca mente ov'io riposi e giaccia,
ma da la porta d'oriente il sogno.