Scrissi e dettai fra sospirosi amanti,
e, se dietro le voci allor cosparte
mai li rivolsi a perigliosa parte,
me 'n pento e già ritraggo i passi erranti;
né meraviglia scorgo ond'io mi vanti,
né sua dolcezza me dal ver diparte;
ma te, cui tanta grazia il ciel comparte,
seguir vorrei dove m'inviti e canti.
Tu vedi i miei desiri e i miei difetti
che non appago ancora e non adempio,
ed io nel tuo pensier quasi m'interno;
e la pietà, che ne' sonori detti
sfavilla, dentro al core omai contempio
che devoto sacrasti al Padre eterno.