Io sparsi ed altri miete; io pur inondo
pianta gentil, cultor non forse indegno,
ed altri i frutti coglie, e me 'n disdegno,
ma per timore il duol nel petto ascondo.
Io porto il peso, io solco il mar profondo,
altri n'ha la mercé: chi giusto regno
così governa? o chi sarà sostegno
s'in terra caggio o tra gli scogli affondo?
E mentre pur m'attempo e d'anno in anno
sento le forze in me più stanche e dome,
non sono eguali al dolor mio le glorie,
né verdeggia in Parnaso a queste chiome
sacrato lauro; e, perché arroge al danno,
son tromba muta a mille altrui vittorie.