Signor, ben può l'ardore e 'l gelo interno
strugger le membra e la terrena salma,
ma, qual da peso ingiusto oppressa palma,
s'alza 'l tuo spirto ed ha la morte a scherno;
e, come nave in tempestoso verno
corre per aspro mare e tutta spalma,
pensa al suo porto ricondursi l'alma
e da battaglia al suo trionfo eterno.
Ma rimarremo in guerra ed in tempesta,
miseri noi? Deh! se l'affetto ardente,
se giova prego umil ch'a Dio si porga,
e se per fede il sole in ciel s'arresta,
fermi il tuo corso e 'l duol ch'Italia sente
teco disgombri e teco omai risorga.