Vespasiano, io già sapea che l'armi
signor più valoroso oggi non veste
di te, ch'in lor fatiche e piaghe oneste
soffristi, e sul tuo fiume or ti disarmi;
ma non ancora i tuoi leggiadri carmi,
né rime avea vedute: or vedo queste
tue chiare e liete, e le mie fosche e meste
disprezzo, e 'l paragone indegno parmi.
E fra me dico: "O gloriosa mano,
non sai stare oziosa e tosto prendi
la dotta penna ove depon la spada.
Con l'una i regni e 'l tuo signor difendi,
con l'altra i nomi oltre l'obliqua strada
del sol fai conti e porti al ciel sovrano".