Questa leggiadra e gloriosa donna
di nome altero e di pensier non crudo,
non ha per arme già lancia né scudo,
ma trionfa e combatte in treccia e 'n gonna;
e imperiosa d'ogni cor s'indonna
con la man bella e col bel capo ignudo
del caro velo, onde tra me conchiudo
ch'ella sia di valor salda colonna.
Pur inerme non è, ma 'l casto petto,
lo qual si prende il vano amore a scherno,
copre d'un lucidissimo diamante.
Or chi ritrar lo puote a l'occhio interno?
Qual fabro umano a divin'opra eletto
d'assomigliar il ver fia che si vante?