Teco, signor, comparte il grave pondo
de' suoi pensier da la sovrana sede
il buon Gregorio, ed al tuo senno ei crede
gli alti secreti del suo cor profondo;
e mentre è intento a tranquillar del mondo
i nembi e le tempeste, e per la fede
di Cristo vegghia, e 'l bene e 'l mal prevede
ch'al suo popol sovrasta, e a te secondo
fa ciascun altro, d'ogni amico regno
tu le torbide parti e le serene
miri e d'ogni aura ascolti il suono incerto.
Ma perché l'esser d'uom cui manchi il merto
tanto conoscitor non ben sostiene,
la provvidenza tua non m'aggia a sdegno.