Ippolito, fallace esser talvolta
può la tua lancia e non ferire il segno,
perch'incerto fra l'arme e 'nstabil regno
ha la Fortuna, ed ella è cieca e stolta;
ma la vera virtù che in te raccolta
non erra o per amore o per disdegno
o per contraria sorte, ed al suo degno
ed alto obietto ognora è più rivolta.
E sotto le belle arme il dì prescritto
rassembrerà fulmine ardente e lampo
di guerra e spargerà chiare faville,
dicendo: "Ben è questo un picciol campo
al mio signore ed al compagno invitto,
che somiglian Patròclo e 'l forte Achille".