Or che quella ch'i passi e i membri acqueta
de' miseri mortali hai tu d'appresso,
il premio speri al ben oprar concesso,
quasi cursor ch'omai giunge a la meta:
quinci è ch'ognor fronte serena e lieta
a noi dimostri e scopri il volto impresso
de le forme del core e da te stesso
pendi, non da fortuna o da pianeta.
Ma io, che dopo te discesi in questo
spazio di vita incerta, al fin del corso
non so s'io sia vicino anco o lontano;
e lasso e fral per la caduta e mesto
ti seguo; e se dal ciel non ho soccorso,
a' premi corro de' pentiti in vano.