Più non perdé giammai l'antica Roma
ne la morte d'Augusto o d'Africano
o d'alcun, poi che lasciò Marte o Giano
seguendo Cristo e chi da lui si noma,
che 'n Ippolito estinto; a cui la chioma
credea di coronare in Vaticano
e mirare a' suoi piedi il pio Germano
e 'l Greco scosso de l'ingiusta soma;
ma tutto in te racquista, e par che speri
veder da te non pur ne l'età nostra
prender corone imperadori e regi.
Così quel che fu scemo a gli anni interi
di lui, ch'ascese a la stellante chiostra,
a' tuoi s'aggiunga co' suoi stessi pregi.