Ergo talora a chi me 'l diè l'ingegno
oltre le sfere, oltre le stelle eccelse,
dove gli occhi non vanno e dove ei scelse
a' suoi felici eletti albergo degno;
ma poi l'inchino e 'l volgo ad altro segno
intorno al lauro che la morte svelse
in riva a Sorga e 'l Tosco obietto felse,
e le men chiare lodi ho quasi a sdegno;
e se l'imagin sua pur formo in carte,
pago ei non ne riman perché si specchia
là 've il nostro sapere è vinto e l'arte.
Ma tu là su richiama uom che s'invecchia
ne' vaghi studi, e 'nsieme a parte a parte
cerchiamo il cielo e ciò ch'ei n'apparecchia.