Al cader l'alta mole onde ne giacque
l'Etruria, e seco scosse Italia e Roma,
quasi torre del ciel percossa e doma
che con secoli prischi alzossi e nacque,
vidi nel mezzo de le turbat'acque
che da i Tirreni il mondo onora e noma,
d'algente schiuma involta tra la chioma
quel Dio che a l'onde salse ubbidir piacque.
E, tre volte crollando il capo augusto,
s'udio dir: "Quest'è il gran pubblico danno
che non può ristorar secolo eterno.
Morto è l'invitto, il forte, il saggio, il giusto,
che fu già esempio al regio alto governo:
fia con rovina eterna eterno danno".