Nel campo de la vita aspra contesa
farai, signor, con forte empio guerriero,
ma sì pietoso in vista e lusinghiero
che n'è dolce per lui mortale offesa:
or chi l'arme ti dà perché l'impresa
tu vinca, ardito giovinetto altero?
Indarno per sì nobil magistero
in fucina d'uom vivo è fiamma accesa.
Vengan dunque dal ciel come già quelle,
se Roma non mentì, che fabro eterno
fece al buon Numa, e 'l cor ne cingi e l'alma:
ch'al fin, domo il nemico, a le rubelle
voglie torrai di te l'alto governo
ed avrai lauro trionfale e palma.