Vespasian, che alteri accorti ingegni
di vincitrici genti oltra Pirene
co' premi governasti e con le pene,
com'uom ch'amare e riverire insegni;
il mio nome, che tu d'udir non sdegni,
novellamente noto a te se 'n viene,
o prima a' monti Iberi ed a l'arene
giunse e vagò ne' fortunati regni?
Per merto mio non già, forse per sorte
fin là si stese e fin a l'altro polo,
e i domatori e i domi anco l'udiro.
Fermalo or tu, se spiego or troppo il volo;
ma se lo stringi e chiudi in minor giro,
non tema ivi morir con la mia morte.