Cato, vostra virtù chiusa o scoverta
di sé gode in se stessa, e premio eguale
fuor di sé non ritrova: or in me quale
ella si sia non l'ho ne l'opre aperta.
Ben par ch'uso e ragione in me converta
gli affetti in meglio, e se talor m'assale
d'alto Fortuna, por bramo in non cale
la vita incontra lei poggiando a l'erta.
Allor chi m'odia più fia che confessi
che non langue fortezza a' colpi feri,
né cade e 'nvitta resta anco atterrata.
Pur anzi chiedo pace; e s'altri fessi
più glorioso per virtù provata,
gloria minor ma lieta avvien ch'io speri.