Se colà, donde questa spoglia inferma
trassi, suona il mio nome e de' miei detti
si fa conserva tra gl'ingegni eletti,
Davalo, come a me la fama afferma,
ben io me 'n vanto, ed in solinga ed erma
parte, ove gli occhi o fonte o selva alletti,
bramo con voi partir l'ore e gli affetti
de l'alma mia che ne' suoi moti è ferma.
Ma quell'alto voler che sì tenace
in lei si volve a voi fora molesto
e troveria contesa anzi ch'amore.
Pur sia che può: ché guerra stimo e pace
quasi egualmente, e in quello stato e in questo
felice chi ben vive e chi ben more.