Se d'alma vaga e da stupor confusa
maravigliar si puote, io non vi celo
ch'è tal la mia, ch'in Elicona e in Delo
sua chiara fama un tempo v'ha diffusa.
Misera or langue e la sua nobil musa
or da Parnaso chiama ed or dal cielo
che non risponde, e tra 'l rigore e 'l gelo
non l'è, come solea, sua grazia infusa.
E se vergo e rivolgo or queste carte
or quelle, è proprio sforzo; e pur canora
tromba rischiaro indarno al fiero Marte.
Voi, se può prego alcun di nobil core,
per me pregate e Febo e Pan e Flora
e, sovra tutti, il signor nostro Amore.