Quant'io sono infelice
tanto voi bella sete,
e con gli occhi il mio duol temprar potete.
Né miracol né mostro
altro è di noi maggiore;
io di fortuna mostro e voi d'Amore.
Ma, se ad un guardo vostro
in me pur tanto lice,
debbo sperar giammai d'esser felice?