Donna bella e gentil, che di tua vista
dolce e leggiadra i miei martir consoli,
e così del mio duol meco ti duoli
che si fa nel tuo duol l'alma men trista,
ben parmi che pietà con amor mista
giri ver me soavemente i soli
de' tuoi begli occhi, e, mentre il core involi
a' suoi pensier, fede il tuo dire acquista;
ma tosto poscia di fallace errore
teme e s'adombra e di prigion sospetta,
quanto fallace più tanto più lunga.
Né credo più che novo stral mi punga,
se, discendendo pria da gli occhi al core,
con l'altrui piaghe Amor non mi saetta.