Magnanimo signor, che già ne l'arte
di battaglia e di pace e gli avi e 'l padre
agguagli, e ne l'imprese alte e leggiadre
Palla per duce e per compagno hai Marte,
mentr'io solingo in fosca e chiusa parte
ombre sol miro e larve oscure ed adre,
veggio il grand'idol tuo ch'aprir le squadre
mi sembra, e movo per vergar le carte.
Ma mi rattengo poi che 'l ver si scopre
per non ornar un simulacro indarno
di vana pompa e di mentiti fregi.
Oh! piaccia al ciel che le tue nobil opre
veggia al sol chiare, e 'n su la riva d'Arno
lusinghi i figli al suon de' tuoi gran pregi.