La tua grazia, signor, che si comparte
in me sì larga, è tal ch'io me 'n riempio
e i difetti e i desiri insieme adempio,
e perché torni a te da me non parte,
ma de l'animo tien la miglior parte;
e 'n lui t'amo ed onoro e ti contempio,
mentre rimembro ogni cortese esempio
ch'abbian le greche e le romane carte.
Deriva ella da te pur come scende
raggio da sol, la cui diurna luce
nulla è giammai ch'impoverisca o sceme;
e quasi raggio ancora a te la rende
l'animo grato, o grazioso duce,
e quasi frutto a chi vi sparge il seme.