Glorioso Guglielmo, in cui l'antica
de' grandi avi virtù si rinnovella,
e se ne fa la nostra età più bella
e ne divien del valor prisco amica,
vedi ch'or fatta n'ha pietà nemica
folle mio fato, empia fortuna e fella,
e tra gli orror d'inestricabil cella
me quasi in novo laberinto intrica.
I ciechi avvolgimenti il tuo favore
spieghi ed illustri; il successor d'Alcide
a me vita, a te doni i falli nostri.
Deh! non voler che meschi il mio dolore,
or ch'a l'altra tua figlia Imeneo ride,
tragico pianto e sangue infra gl'inchiostri.