Glorioso Guglielmo, a cui di prole
sì bella amico il ciel fu sì cortese
che tien la notte a vagheggiar intese
l'auree sue luci e vi si specchia il sole:
così qual vite ad olmo avvinta suole
poggiar feconda o dimostrar sospese
le colorite gemme al caldo mese
in cui d'Augusto il nome anco si cole,
cresca l'una tua figlia e l'altra a regio
sposo la sua virginità maturi,
e mieta gloria anzi il suo maggio il figlio.
Mira il mio precipizio e i casi duri;
e su la fé, che invitta è nel periglio,
sia fondator di mia fortuna egregio.