Saggia Minerva mia, che 'l fiero Marte,
che forsennato pur vaneggia ed erra,
freni a tua voglia e soggiogato in guerra
spesso il rinchiudi in fosca e chiusa parte,
se, come suol, senza ragion, senz'arte
ver me la spada furioso afferra,
tu l'asta opponi e lui respinto a terra
reprimi e calca; io vergherò le carte.
O pur qual già sotto l'eccelse mura
di Troia, contra lui, contra l'amante,
Tidide tuo vittorioso festi,
tal me, non di vil ferro o di diamante,
ma di belle immortali arme celesti
orna, affida, rinforza e rassicura.