Quell'Angelica voce che si frange
tra bianche perle e bei rubini ardenti,
sì che arrestar le stelle a' suoi concenti
puote e 'l sol quando ratto esce di Gange,
chieda pietà per un che canta e piange
gli error suoi folli e i tuoi bei rai lucenti,
ond'il rigor de le celesti menti
si tempri, e la sentenza aspra si cange.
E quella bianca man, che la faretra
e di Febo e d'Amor spende e dispensa
come vuole e disarma e Marte e Giove,
esca per me del guanto e qui sue prove
dimostri: intanto io tromba apprendo e cetra,
qual odono i gran divi assisi a mensa.