Vaga Angioletta, nel tuo vago volto
si vede lo splendor del Paradiso,
sì che qualora il mio pensier v'affiso
parmi vedervi il ben tutto raccolto;
e, se non ch'ora un fosco nuvol folto
vi s'interpone e mi contende il viso,
spererei, rimirando in te ben fiso,
rasserenar il cor di doglia involto.
Deh! non ti spiaccia, Angiola bella e vaga,
portar le mie preghiere in parte dove
vi sia chi le raccoglia e le gradisca:
ch'ogni anima del cielo è di te vaga
e par che ti vagheggi e favorisca,
né senza te sa benigno esser Giove.