Di mia favola lunga il filo incerto
con nodi inestricabili è sì involto,
che per arte di Febo esser disciolto
non può, se dei non manda il cielo aperto.
Or chi sciorrallo? io, ch'istrione esperto
feci spesso cangiar al popol folto
nel gran teatro di Fortuna il volto,
dirollo: "Grazia, che fa merto il merto".
Grazia d'alto signor ch'empie difetto
di cor pentito. Or rida altri e mi scherna,
ed a me fischi or pur, ma poi m'applauda;
macchina qui né meraviglia esterna
non chiedo, e l'aure popolari aspetto
e i regi premi allor che 'l fin si lauda.