O di valor non già ma sol secondo
di nome, Alcide glorioso e forte,
che mentre al mortal corpo eri consorte
facei bella la terra e lieto il mondo,
manda dal cielo un messaggier giocondo
che d'Astrea la bilancia in terra porte,
ché l'altre popolari or son sì torte
che in lor virtù non si conosce al pondo.
Quivi l'antica colpa e 'l già sofferto
castigo in un si libri, e da l'un lato
sian gli error miei, da l'altro ogni mio merto.
Poscia il tuo figlio e mio signor laudato
pesi col bene il mal, col dubbio il certo,
qual Giove in ciel pesa il volere e 'l fato.