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1544–1595

688

Torquato Tasso

Chi repugna a le stelle in cui la Sorte tien fiso il capo e sovra noi le piante? Io: non a guisa già d'empio gigante ch'a gl'immortali osi, mortal, dar morte.

Ma, come il ciel lontano avvien che porte rapido seco ogni pianeta errante, pur contra lui c'ha forze in sé cotante fan gli altri corsi lor per vie distorte.

Così per torte no, ma per diritte strade, comunque mi deprima o giri Fortuna o 'l cielo, andrò dove conviensi; benché il sol non mi splenda o l'aura spiri,

e languiscan gli spirti e i membri e i sensi, le forze son de la mia fede invitte.

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688 · Torquato Tasso · Poetry Cove