Già il Can micidiale e la nemea
belva superba in ciel, trofeo d'Alcide,
lassando a tergo, il sol colà s'asside
ov'il raccoglie vergognosa Astrea;
e mentre del gran corso ella il ricrea
onde seco anelar Piroo si vide,
con giusta lance l'ombre e 'l dì divide
che del ciel dianzi usurpator parea.
Vergine bella, il mio signor in terra
ha bilance a le tue ben simiglianti:
tu gliele desti, e non le torse affetto;
ma, se vedesse ciò che 'l mio cor serra,
diria: "Chi non perdona a i fidi amanti,
in cui per fé s'adempie ogni difetto?"