Giaceva esposto il peregrino Ulisse
mesto ed ignudo sovra i lidi asciutti,
ch'agitato poc'anzi era da' flutti
in cui lungo digiun sostenne e visse,
quando, com'alta sorte a lui prescrisse,
donna real fin pose a' suoi gran lutti:
"Vattene a gli orti ove perpetui frutti
ha il mio buon padre: ivi godrai" gli disse.
Misero! a me, dopo naufragi indegni
famelico gittato in fredda riva,
chi fia che mostri i regi tetti e gli orti,
se tu non sei, cui tanti preghi ho porti?
Ma qual chiamar ti debbo, o donna o diva?
Dea, dea sei certo, i' ti conosco a' segni.