Alma real, che per leggiadro velo
splendi qual per cristallo il sol traluce,
e gli occhi e 'l volto adorni hai de la luce
ond'è sì luminoso il quarto cielo,
tu, cui lega amoroso e casto zelo,
qual perla in auro, al glorioso duce,
pregalo che mi traggia ove il sol luce
da l'ozio oscuro in cui sol torpo e gelo:
che il cor, di doglia ingombro e di sospetto,
s'ange penoso e si distempra in pianto
e teme il morir no, ma 'l lungo scempio.
La prigion apri e le mie labbra al canto,
i nodi sciogli, e 'n dolce nodo astretto
io sciorrò di Goffredo i voti al tempio.