Vinca Fortuna omai se sotto il peso
di tante cure alfin cader conviene;
vinca, e del mio riposo e del mio bene
l'empio trofeo sia nel suo tempio appeso.
Colei, che mille eccelsi imperi ha reso
vili ed eguali a le più basse arene,
del mio male or si vanta e le mie pene
conta, e me chiama da' suoi strali offeso.
Dunque natura e stil cangia perch'io
cangio il mio riso in pianto? Or qual più chiaro
presagio attende del mio danno eterno?
Piangi, alma trista, piangi; e del tuo amaro
pianto si formi un tenebroso rio
ch'il Cocito sia poi del nostro inferno.