Cinquant'anni e più son che 'n questi chiostri
fuggisti tu, quasi da mare in porto,
de gli scogli del mondo a tempo accorto
e de le sue sirene e de' suoi mostri.
Qui de gli onori e de gli uffici nostri
corso corresti non fallace o torto,
sì buon, sì pio, da tal sapere scorto
che Roma n'ammirò l'opre e gl'inchiostri.
Sei lustri noi reggesti, il crine e 'l mento
canuto e 'l volto placido e severo,
co' cenni sol del venerato ciglio;
poi, di vita felice un spazio intero
ripieno avendo, del tuo fin contento
salisti là 've al Padre uguale è il Figlio.