Mentre ebbe qui suo luminoso albergo
tua dolce luce, i dì candidi io vissi,
chiare le notti, e tenni in te sol fissi
gli sguardi che in più lati ora dispergo.
Or d'umor lagrimoso i lumi aspergo
poiché 'l segno sparì che lor prefissi;
misero! e sol rimiro ombre ed abissi,
se ben al ciel ver l'oriente i' gli ergo.
Doloroso mio cor, viva d'inferno
imago, or qual hai tu gioia o speranza
che le tenebre tue rischiari in parte?
Pur non geli e pur ardi: ahi, con qual arte
volge Amore il tuo sol, se in lontananza
sì lungi reca a te notte e non verno?