Quasi celeste diva alzata a volo
parti, fuggendo il tuo caduco manto,
anima bella, e 'n sempiterno pianto
qui lasci di mortali afflitto stuolo.
Parti, e ne vien teco al superno polo
ciò che può dar d'ogni eccellenza il vanto:
qui resta il suon sol del tuo nome santo,
picciol conforto al nostro immenso duolo.
Deh, qual fia più che di veder bellezza
vera tra noi si vanti o speme porte
d'alzarsi amando a la celeste altezza,
se l'istessa Beltà, languendo, more
nel tuo bel volto, e, rintuzzate, Morte
spiega ne' suoi trofei l'armi d'Amore?