Apre a l'Ira, al Furor Marte le porte,
lo scudo e l'asta sanguinosa stringe,
e 'l barbarico stuol tant'oltre spinge
ch'al cielo ardisce minacciar la morte.
Chi di propria natura ardito e forte
desio di gloria a l'alta impresa accinge,
chi per altra cagion la spada cinge
e torna ancora a ritentar la sorte.
Voi, che ne gite al ciel lieto e secondo
e da cui pace eterna il mondo attende,
fate che 'l tempio al rio Furor si chiuda.
D'altro onor, d'altro Dio via più giocondo
v'ha provvisto fortuna; e 'n voi s'accende
pur dopo il pianto altrui voglia sì cruda!