Giace il Verato qui, che 'n real veste
superbo od in servil abito avvolto,
nel proprio aspetto o sotto finto volto,
come volle, sembrò Davo o Tieste.
Se pianse e risonò funebri e meste
voci, lagrimò seco il popol folto
la dura cella, e 'ndietro il sol rivolto
parve ed in nubi ascoso atre e funeste.
Se rise, riser seco i bei notturni
teatri de gli scherzi e de le frodi,
ed insieme ammiraro il mastro e l'arte.
Or le scene bramar, bramar le carte
sembran l'alta sua voce e i dolci modi,
e sdegnar altro piè socchi e coturni.