Laura, che fra le Muse e ne l'eletto
loro albergo nasceste, ove sublime
poeta già dettò pregiate rime
pien di filosofia la lingua e 'l petto,
l'or de le vostre chiome crespo e schietto
io non posso polir con le mie lime;
né fia che per mio studio egli si stime
quanto per l'arte ond'è da voi negletto.
Né de gli occhi lucenti oscuro fabbro
chiara imago farei, né de le gote,
e di questo e di quel vermiglio labbro.
Ei che vi fé potea ritrarvi ancora
là 've l'idea ci forma, o 'n quelle note
in cui l'idolo suo finge ed adora.