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1544–1595

6

Torquato Tasso

Viviamo, amiamci, o mia gradita Ielle. Hedra sia tu, che 'l caro tronco abbraccia: Baciami, e i baci e 'l numero non <ne> taccia Chi non ardisce annoverar le stelle.

Bacinsi insieme l'alme nostre anch'elle. Fabro Amor sia che le distempre e sfaccia E d'ambe, in un confuse, una rifaccia, Che per un spirto sol spiri e favelle.

Cara Salmace mia: come s'inesta L'una pianta ne l'altra, e sovra l'orno Verdeggia il pero, e l'un per l'altro è vago, Tale io n'andrò, de' tuoi colori adorno,

Tale il tuo cor de' miei pensier si vesta, E comun sia fra noi la penna e l'ago.

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