Langue Vincenzo, e seco Amor, che seco
mai sempre è vivo e seco e per lui spira,
e per lui gli occhi volge e 'n lui li gira,
Argo e cervier per lui, ma per sé cieco.
Langue assetato, ed or fontana e speco,
or ombre brama e col pensier rimira:
langue; e sì dolce è l'atto ond'ei sospira,
ch'Amor "Dolce è" gli dice "il languir teco".
Con l'ali al volto i pargoletti Amori
rinnovan l'aure e Pasitea si piagne
che par ch'imiti il mormorar d'un fonte;
e gli lusinga il sonno, e le compagne
van rasciugando i rugiadosi umori
dal bianco petto e da la bella fronte.