Scipio, mentre fra mitre e lucid'ostro
ritiene or voi l'alta città di Marte,
e ch'adeguate le reliquie sparte
d'opre caduche al non caduco inchiostro,
io qui, dove tra colli ombroso chiostro
giace, me 'n vivo in solitaria parte,
e talor pini e faggi, e talor carte
vergo, ed in lor si legge il nome vostro;
e questa antica selva e questo fiume
placido risonar Gonzaga apprende,
e le mie rime alterna e i vostri onori.
Sacri silenzi, amici e fidi orrori,
ove Febo ritrarsi ha per costume,
felice è chi fra voi sua vita spende.