Questa tomba non è, ché non è morto
il buon Francesco; e quando il valor more,
se vive in ogni lingua e 'n ogni core
e vola e vaga da l'occaso a l'orto?
Ma del suo velo è albergo, onde conforto
quasi d'ambrosia e di celeste odore
par che traspiri, qual in erba o 'n fiore
l'aura non nutre o 'n chioma amante accorto.
E dentro il velo e fuori il nome impresso,
solo di sé né d'altra lode adorno,
è d'alta istoria in vece egli a se stesso,
ché l'altre cose oltre le vie del giorno
e de l'anno son conte; e leggi in esso:
"Questi di morte e di fortuna è scorno".