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1544–1595

561

Torquato Tasso

Non potea dotta man ritrarci in carte de' tuoi lumi e de' crini i raggi e l'oro, né quel ch'apron due labbra almo tesoro, né fra' ligustri tuoi le rose sparte;

né degni eran metalli o marmi o carte di contener le luci e i pregi loro, onde a formar Natura il bel lavoro s'accinse, ove perdea timida l'arte.

E del tuo sangue fece e di te stessa viva imago spirante, e 'n picciol viso gran cose espresse e fuor d'uso leggiadre. Tu lieta godi e ti vagheggi in essa;

ed essa te conosce omai col riso, e vede nel suo riso altri la madre.

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561 · Torquato Tasso · Poetry Cove