Facelle son d'immortal luce ardenti
gli occhi che volgi in sì soavi giri,
e fiamma è l'aura che tu movi e spiri
a formar chiari angelici concenti;
e foco son le lagrime cadenti
che talor versi e foco i tuoi sospiri,
e quanti tu col dolce sguardo miri
e quanti rendi al dolce suono intenti.
Sol io, fra i vivi raggi e fra le note
onde avvampa ciascun, nulla mi scaldo,
né trova onde nutrirsi in me l'ardore;
né già son io gelido marmo e saldo,
ma, consumato in altro incendio il core,
or ch'è cenere tutto, arder non puote.